Chi siamo
Il Museo d’importanza diocesana collocato nella
Chiesa di San Silvestro e nel Palazzo Vescovile
di Orte è un dono della Provvidenza e un segno di speranza.
(+ Romano Rossi, Vescovo di Civita Castellana, 2013)
Il Museo d’Arte Sacra di Orte – già Museo Diocesano – è nato da una singolare intesa tra il vescovo Roberto Massimiliani e la Soprintendenza alle Gallerie del Lazio; intesa iniziata negli anni Cinquanta del Novecento sulla scia di un sogno coltivato 50 anni prima. I sognatori d’inizio secolo erano alcuni cittadini guidati da Giocondo Pasquinangeli, Ispettore Onorario delle Belle Arti, che non si limitarono ad immaginare un museo cittadino (contenente archeologia, dipinti ecc.), ma operarono concretamente per radunare e mettere in sicurezza i beni culturali di questo territorio. Ottennero quindi dalle autorità ecclesiastiche il concentramento e l’esposizione nella cattedrale dei dipinti più pregevoli conservati nelle varie chiese di Orte e raccolsero in un Magazzino Archeologico Comunale, nell’ex monastero di Sant’Antonio, i marmi antichi disponibili.
La visione di Pasquinangeli e del suo Comitato Archeologico Ortano ha avuto un felice seppure parziale compimento nel 1967 con l’inaugurazione del Museo Diocesano – primo museo diocesano del Lazio – nella ex chiesa di San Silvestro, dove sono stati collocati i dipinti già raccolti nella cattedrale. I marmi, dopo l’abbattimento dell’ex monastero, hanno avuto un iter più travagliato, fino alla provvidenziale apertura del primo, semplice Museo Civico Comunale nel 2003.
La collezione di arte sacra è stata ampliata negli anni Settanta, sotto la guida di don Delfo Gioacchini, con alcune opere provenienti dai centri limitrofi, poi nel 2004 è stata avviata un’opera di restauro delle numerose tele depositate nel Palazzo Vescovile di Orte che ha consentito l’apertura nello stesso palazzo di una sezione staccata del museo, raddoppiando l’offerta espositiva.
La raccolta di arte sacra è divisa tra i due siti in modo cronologico. A San Silvestro sono esposte prevalentemente opere realizzate tra l’VIII e il XVI secolo: mosaici, tavole a fondo oro, sculture lapidee e lignee, oreficerie e paramenti liturgici, tra le quali si distinguono capolavori documentati o attribuiti ad artisti come Vannuccio di Viva, Taddeo di Bartolo, Piermatteo d’Amelia, il Pastura, Bastianino e Francesco da Castello (Frans van de Kasteele). Nel Palazzo Vescovile invece si ammirano soprattutto tele dei secoli XVI-XX, ma anche paramenti e materiale lapideo altomedievale. Tra quest’ultimi dipinti si evidenziano lavori di Cesare Nebbia, Filippo Lauri, Pietro Nelli e Domenico Masucci.
Tutta questa produzione artistica abbraccia un ampio orizzonte geografico, imperniato tra l’area altolaziale e l’Umbria meridionale, con frequenti aperture sulle produzioni romane, senesi, spoletane, abruzzesi, e perfino ferraresi.
